Perché dovresti fidarti di me

Ho rischiato come rischi tu
Ho rischiato come rischi tu. Questa è la storia di come sono
arrivato fin qui.

L'infortunio che ha cambiato tutto

Lavoravo in un'azienda di produzione di porte d'arredamento, addetto al pantografo a controllo numerico. Un lavoro stabile, uno stipendio buono. Poi l'incidente: il pollice della mano sinistra quasi amputato. Quattro, cinque mesi di invalidità. Non potevo tornare a quella macchina. Non potevo rischiare ancora. Dovevo cambiare, e non sapevo ancora in cosa.

Il mio sogno: girare la Sicilia in macchina

Può sembrare una cosa da poco. Non sognavo di diventare ricco, sognavo di girare la mia Sicilia in macchina, incontrare persone, capire il loro mestiere da vicino invece che da dietro una scrivania. Ho iniziato a cercare. Ho trovato un'azienda di produzione di cofani. Mi presento al titolare e, con mia sorpresa, mi affida il catalogo senza sapere neanche chi fossi.

La delusione che mi ha insegnato tutto

Ogni visita, un ordine importante. Ero convinto di aver trovato qualcosa di grosso, quasi troppo facile per essere vero. Poi la delusione: l'azienda stava svendendo i cofani a prezzi stracciati perché aveva bisogno di liquidità. Non lo sapevo. Non incassai un euro di provvigioni, dopo settimane di lavoro. Ma qualcosa era successo dentro di me. Mi piaceva questo settore, al di là di quel fallimento. Sentivo che, impegnandomi sul serio, avrei potuto ottenere soddisfazioni vere.

Il coraggio vero: l'Opel Astra, la moglie, i due figli, 300 euro

Mi licenzio. Ero già sposato, due bambini. Lascio un lavoro con un buono stipendio per girare con la mia vecchia Opel Astra, senza clienti, senza contatti, senza nessuna garanzia che avrebbe funzionato. Non senza paura. Compravo gli articoli funebri solo dopo aver preso l'ordine dal cliente, poi li consegnavo - non avevo nemmeno il capitale per tenere merce in anticipo. I primi mesi erano duri: non ero conosciuto nel settore, non avevo nemmeno un buon catalogo. Guadagnavo 300-400 euro al mese. La gente normale si sarebbe fermata lì. Ma avevo moglie e due figli che contavano su di me. E avevo capito, nonostante tutto, che era il mestiere giusto.

Oggi: sempre più soddisfatto

Il settore funebre, negli ultimi anni, mi sembra un po' sofferente - tende ad abbassarsi di livello, con fornitori sempre più anonimi e distanti. Ma io sono ancora qui, con la voglia di dare il massimo che avevo il primo giorno. Non devi spiegarmi il tuo mestiere. So quando hai bisogno prima che tu lo dica, perché ci sono passato anch'io dal lato di chi deve consegnare in fretta e non può permettersi di sbagliare. Quello che offro non è solo merce. È l'esperienza di chi ha rischiato tutto per capire il tuo mestiere - e che resterà qui.
foto depoca
oggi

600+ agenzie non cambiano fornitoreggi: sempre più soddisfatto

Non per il prezzo più basso. Perché sanno che con me ricevono merce vera, prezzi competitivi e soprattutto
tranquillità.
"Con Ferdinando o chi viene per lui vedo la merce prima di pagarla. Per me questo cambia tutto: non ordino più alla cieca come con gli altri fornitori, mi trovo bene da tanti anni ormai.
Malizia
Caltagirone (CT)
"Quando ho un'urgenza fuori orario, so che risponde di persona, non un centralino. Nel nostro mestiere fa la differenza."
Di Rosa
Modica (RG)
"Non è solo un fornitore. Mi consiglia cosa proporre ai clienti perché conosce davvero il mestiere, non solo il catalogo."
Nicolosi
Alcamo (TP)
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